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 sessismo berlusconiano nelle intercettazioni

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Rosa
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MessaggioTitolo: sessismo berlusconiano nelle intercettazioni   Sab Giu 28, 2008 4:10 pm

dovevo postarla nella rai pero' va bene anche qui perchè si parla anche di portar emagigoranza al senato...
Grazie a Flavia amabile., ora ho questa intera, giusto per farvi vedere il rispetto che si ha delle donne in queto paese e come interagisce Berlusconi su questo.

Più o meno un anno fa, il 21 giugno del 2007 alle 18,40, Agostino Saccà si fa chiamare Silvio Berlusconi dalla sua segretaria. Parlano della fiction Barbarossa voluta dalla Lega. Saccà è molto ossequioso fin dall’inizio della conversazione. Ad un certo punto sottolinea: «Lei è l’unica persona che non mi ha chiesto mai niente, voglio dire, no...»
Berlusconi «Io qualche volta di donne ti chiedo, perché...»
Saccà «Sì, ma mai...»
B. «Per sollevare il morale del capo, ogni tanto»
S. «Eh, esatto, voglio dire, ma mi ha lasciato una libertà culturale di ideale totale, voglio dire, totale, e questo lo, lo , lo sanno tutti...»
Berlusconi e Saccà scambiano ancora qualche battuta. Saccà ribadisce l’importanza di una fiction su Barbarossa e su Legnano ma Berlusconi ad un certo punto taglia corto.
B. «Chiama ‘la’ Marinella (la segretaria n.d.r.)»
S. «Mi metto d’accordo con Marinella»
B. «Lunedì che ci mettiamo d’accordo...va bene?...Senti, tu mi puoi fare, ricevere due persone...»
S. «Assolutamente»
B. «Perché io sono veramente dilaniato dalle richieste di coso»
S. «Assolutamente»
B. «Con la Elena Russo non c’era più niente da fare, non c’è modo...»
S. No, c’è un progetto interessante, adesso io la chiamo...»
B. «Le puoi fare una chiamata. ‘La’ Elena Russo...»
S. «Sì, sì, sì»
B. «E poi ‘la’ Evelina Manna, non c’entro niente io, è una cosa diciamo, di...»
Berlusconi vuole spiegare a Saccà perché gli parla di Evelina Manna.
B. «Io sto cercando... di avere la maggioranza in Senato...»
S. «Ho capito tutto»
B. «Eh, questa Evelina Manna può essere...perché mi è stata richiesta da qualcuno con cui sto trattando...»
Si mettono d’accordo. Saccà promette: «Ci vediamo, le riferisco»
B. «E anche Elena Russo... grazie mille»
S. «Va bene»

Due settimane più tardi, il 6 luglio alle 17,53. Questa volta è Berlusconi a cercare Saccà. Dopo alcune battute su questioni più politiche, Berlusconi torna alla carica.
Berlusconi «Ho quel problema anche che avevo accennato...»
Saccà «Sì»
B. «Di Elena Russo...»
S. «Sì»
B. «E tu mi avevi detto della produzione Bixio ‘Questo è amore...’
S. «Esatto...»
B. «E ‘Betty Lafea’...»
S. «Esatto»
B. «E’ una cosa possibile? Io ci terrei molto che si concretizzasse perché...»
Berlusconi insiste nel perorare la causa di Elena Russo, alla fine ringrazia Saccà per il suo impegno.
B. «Ecco, guarda, ti ringrazio molto perché io veramente ci tengo, perché è una situazione veramente dolorosa»
S. «Va bene»
B. «Eh, io sai che poi ti ricambierò dall’altra parte quando tu sarai un libero imprenditore...»

A settembre Saccà fa la segnalazione a Roberto Sessa, produttore di fiction.
Sessa. «Va bene, noi ci vediamo domani, tieni presente che noi, in questo momento li abbiamo sospesi i provini...» avverte Sessa. Ma Saccà insiste: «Allora fai una cosa, chiamala tu, glielo dici, gli dici che lo farete, dalle una data, di quando pensi di riprenderli, capito?» E poi si raccomanda: «è all’attenzione di ambienti seri, capito?»

Ad ottobre Saccà parla con Rosanna Mani, condirettrice di Sorrisi e Canzoni Tv, stavolta per segnalare Vittoria Ferranti.
Mani. «Allora, in sostanza, Berlusconi, io ho detto: guardi che sia Agostino che Guido hanno fatto il massimo, perché poi è stata la Rai che, cioè le persone che, che seguono questo progetto ‘Incantesimo’ e non l’hanno giudicata, però sia Agostino che Guido (Guido De Angelis, produttore di fiction, n.d.r.) hanno subito attivato un...»
Saccà. «Un’altra linea»
M. «Un’altra linea di scrittura per una cosa di venti, venticinque pose, che dico, non è una...»

Tre minuti dopo aver chiuso la telefonata con Rosanna Mani Saccà chiama Mirko Dalio, (Mirco Da Lio, story editor di ‘Incantesimo’, n.d.r.)
Saccà. «Senti una cosa, Mirko, voi avete fatto un provino ad una signorina Ferranti per un ruolo di ‘Incantesimo’...»
Mirko. «Provino a...»
S. «Una signorina Ferranti, Ferranti»
M. «Sì, sì, sì»
S. «Com’era? Com’era?
M. «Uhm, era per un ruolo, non era pessima, però l’attrice che abbiamo scelto, che avremo individuato sarebbe molto più adatta»
S. «Cioè, no, tu dimmi se, capito, perché poi io devo difendere ‘Incantesimo’, devo difendere tutto, eccetera, quindi non è che viviamo in un mondo...»
M. «Era un po’ troppo ‘strappona’, tra virgolette, sostanzialmente come resa, sì»
S. «E non si può migliorare? Non si può fare nulla, secondo te?». Lo story editor esita. Saccà insiste. ««Allora voglio vederla pure io, va bene? Voglio vederla pure io».
M. «Va bene»
S. «L’ultima parola spetta a me, va bene?»

Chiuso il telefono con Da Lio, Saccà richiama Rosanna Mani, le riferisce la conversazione sulla Ferrante.
Saccà. «No, mi ha detto: sai, questa è un po’ ‘strappona’, a Roma ‘strappona’ significa un po’, un po’ ‘bona, bona’, capito, bonacciona, capito?»
Mani. «Capirai (ride)»
S. «Una ‘bona’, non proprio borgatara
M. «Sì, di quelle abbondanti, con misure abbondanti
S. «Non anglosassone, diciamo (ride)...»
M. (ride)
S. «Ho detto: va bene, può darsi che va bene la ‘strappona’, me la fate vedere, per cortesia, e comunque si può lavorare, di trucco, di costume»
M. «Certo, certo»
Saccà vede i provini il giorno seguente poi chiama Guido De Angelis, produttore della fiction.
Saccà. «Allora, ho visto i provini, allora, eh, la Zanier come recitazione è migliore della Ferranti, non ci sono dubbi, ma la Ferranti è brava, voglio dire...»
De Angelis. «Sì, che è brava...»
S. «E soprattutto la Zenier mi sembra più sofisticata per una soap, mi sembra più protagonista di un giallo, di un poliziesco, no? Ha un naso più moderno, non so se è chiaro, è più...» Per Saccà invece la Ferrante «è più diretta, più soap». E quindi ordina: «Però, però bisogna fare due cose, io adesso lo dico anche al capostruttura di prendere la Ferranti, c’è bisogno però di fare due cose, uno, un coach, lei ha bisogno di un coach sulla parte, sulla recitazione, eccetera...». E poi bisogna intervenire anche sulla scrittura. «Scriverle delle cose giuste, carine per lei, eccetera, ma poi, non fatela, eh, scopritele il viso, non datele il viso coperto dai capelli perché sembra più ‘puttana’, non so se è chiaro...»

Una settimana dopo, Saccà chiama Paola Masini, capostruttura di Rai Fiction per parlarle di Elena Russo. «Senti una cosa, Paola, ti ricordi che io ti avevo detto della Russo come protagonista in quella storia, in quel film, no...»
Masini. «Sì, ‘Ovunque tu sia’»
S. «’Ovunque tu sia’, io la preferisco, e resti fra di noi, alla come si chiama...
M. «A Lucrezia»
S. «A Lucrezia Della Rovere, perché ‘Madre’ è più cosa, eccetera...»
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MessaggioTitolo: Re: sessismo berlusconiano nelle intercettazioni   Mer Lug 02, 2008 9:12 pm

Roma, 28 giu. (Apcom) - "Il mondo che emerge dalle intercettazioni, al di là del rilievo che esse hanno da un punto di vista penale, colpisce per il degrado e per il ruolo affidato alle figure femminili, lontano mille miglia dalla realtà delle donne che incontriamo ogni giorno in Italia. E' una vicenda - comunque la si voglia leggere - squallida. Spero in uno scarto di dignità collettivo che cancelli questa sensazione di impoverimento morale che non corrisponde al comportamento e al costume di milioni di italiani che stanno leggendo sui giornali più con fastidio che con curiosità questi eventi". Lo afferma Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato, per la quale "anche la politica, appunto, deve dare segnali in tal senso, anche, aggiungo, evitando di usare un linguaggio truculento e offensivi".

Milano, 29 giu. (Apcom) - Il ministro per le Politiche giovanili Giorgia Meloni definisce "mortificante" la storia delle intercettazioni che coinvolgono anche il premier Silvio Berlusconi e, in un'intervista al Corriere della Sera, afferma: "Quel Berlusconi a me, donna di destra, non piace. Anche se, come appare evidente dalla telefonata di Rutelli a Saccà che sollecitava una fiction sulla famiglia Loren, il problema è piuttosto diffuso".

Secondo Meloni "la lettura di quei verbali descrive, perfettamente, il tragico sistema italico della raccomandazione". Il ministro però non prova "nessuna compassione" per le aspiranti attrici coinvolte nello scandalo. "Spesso si tratta di ragazze senza arte né parte, che non fanno altro che affidarsi al meccanismo consilidato della telefonata".

Sul tono utilizzato dal leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro per giudicare l'operato di Berlusconi, Meloni è dura: "Di Pietro usa un termine che non solo offende il suo passato di magistrato e di ministro della Repubblica, ma che mi sembra anche del tutto sproporzionato alla reale gravità dei fatti".
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