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 iap comitato autodisciplina pubblicitaria

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MessaggioOggetto: iap comitato autodisciplina pubblicitaria   Sab Giu 28, 2008 8:59 pm

http://www.iap.it/it/messaggi.htm


L'INIZIATIVA DEI CITTADINI PER ATTIVARE IL COMITATO DI CONTROLLO
1. Il Comitato di Controllo è l'organo autodisciplinare garante degli interessi dei cittadini-consumatori e della pubblicità in generale, quale strumento di progresso economico e sociale.
L'iniziativa nei confronti di forme di comunicazione commerciale ritenute non conformi alle norme del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale può essere assunta d'ufficio dallo stesso Comitato, oppure promossa, liberamente e gratuitamente, da singoli cittadini-consumatori, così come da associazioni rappresentative di interessi collettivi.

2. Per segnalare una presunta violazione del Codice è sufficiente compilare e trasmettere il modulo in linea nel sito.

3. L'istruttoria dei casi segnalati, che prevede anche il ricorso a esperti, viene esaminata durante le sedute del Comitato.
Il Comitato può decidere di chiedere, a chi ha diffuso la comunicazione commerciale segnalata, di fornire documentazione idonea a consentire l'accertamento della veridicità dei dati, delle descrizioni e affermazioni contenute nel messaggio.

4. Qualora il Comitato ravvisi profili di contrasto con il Codice, può assumere le seguenti decisioni:

nel caso di lievi inadempienze invita l'inserzionista a modificare la comunicazione commerciale;
qualora la violazione sia manifesta può inoltrare alle parti un provvedimento monitorio, succintamente motivato, che ingiunge di desistere dall'ulteriore diffusione della comunicazione commerciale; l'ingiunzione diviene esecutiva in caso di mancanza di motivata opposizione entro il termine perentorio di 10 giorni; in caso di opposizione nei termini l'ingiunzione può essere ritirata oppure sottoposta al Giurì perché si pronunci in merito;
nei casi più complessi e importanti segue il procedimento ordinario, con l'inoltro, da parte del Comitato, di istanza motivata al Giurì perché si pronunci sul caso.
5. Qualora, infine, il Comitato non ravvisi contrasti con il Codice, può assumere le seguenti decisioni:
archiviazione per non contrasto con il Codice;
archiviazione per non luogo a procedere, nel caso risultino preminenti gli interessi di parte, in genere concorrenziali, rispetto a quelli dei consumatori o della comunicazione commerciale come istituzione; oppure, più genericamente, nei casi di ritenuta incompetenza o difetto di giurisdizione dell'organo autodisciplinare.
6. Il segnalatore viene sempre informato sull'esito della sua iniziativa, con le relative motivazioni.




COME SI ACCEDE AL GIURÌ

Il procedimento innanzi al Giurì può essere promosso da chiunque ritenga di subire pregiudizio da attività contrarie al Codice della Comunicazione Commerciale, nei confronti di chi, avendo accettato il Codice in una delle forme previste (associazione, adesione, clausola di accettazione), abbia diffuso comunicazioni commerciali ritenute non conformi a esso.

Nella procedura per instaurare il giudizio su diretta istanza di parte, il soggetto interessato deve inoltrare istanza scritta al presidente del Giurì, indicando: le ragioni a fondamento dell'azione; la comunicazione commerciale cui si riferisce; la relativa documentazione e le parti convenute in giudizio (istanza e allegati in 10 copie). In caso di comunicazione commerciale televisiva è altresì indispensabile produrla in tre copie. L'istanza di parte comporta anche il versamento di un diritto amministrativo, col che si esaurisce l'obbligo finanziario del ricorrente per una normale vertenza (a eccezione dei casi in cui il procedimento possa comportare tempi più lunghi rispetto a quelli consueti o riguardi comunicazioni commerciali di prodotti diversi).

È facoltà della parte istante depositare l'elenco dei mezzi sui quali è stata diffusa la comunicazione commerciale contestata.

Ricevuta l'istanza, il presidente del Giurì nomina fra i propri membri un relatore e dispone la comunicazione degli atti alle parti interessate, assegnando loro un termine (non inferiore agli otto e non superiore ai dodici giorni liberi lavorativi) per il deposito delle rispettive deduzioni e di eventuali documenti.
Nel più breve tempo possibile le parti, che possono farsi assistere e rappresentare da legali e consulenti, sono convocate innanzi al Giurì per la trattazione orale della vertenza, in contraddittorio soprattutto rispetto a profili della controversia che non sia stato possibile trattare per iscritto.
Esaurita la discussione, il presidente del Giurì, non appena conclusa la riunione in camera di consiglio, dà comunicazione del dispositivo sull'esito della vertenza.

Qualora la decisione stabilisca che la comunicazione commerciale esaminata non è conforme alle norme del Codice di Autodisciplina, il Giurì dispone che le parti interessate desistano dalla stessa. Nei casi di maggior gravità il Giurì può disporre – quale sanzione accessoria – che sia data notizia al pubblico della decisione per estratto. Qualora il Giurì constati l'inosservanza di una decisione passata in giudicato, dispone senz'altro la pubblicazione.

La motivazione della pronuncia, non appena depositata dal relatore, è disponibile presso la Segreteria dell'Istituto.
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